Dal Made in Dior al Made in China: quando il Brand ti fa sentire stupido.

Ti sentirai un po stupido se hai acquistato un borsa DIOR in passato dopo aver letto questo articolo, ma sei in ottima compagnia.

Questa mattina molti italiani e moltissime italiane, si sono svegliati sentendosi un po più stupidi di quando si sono addormentati.

Tutto per colpa di un borsa. Non una qualunque, ma una borsa di DIOR.

Iconico oggetto di design, diventato uno status symbol più che un prodotto scelto per la sua funzione, come avviene per tutti i Brand che superano la soglia della funzionalità.

Il vaso di Pandora, cos è successo a Dior ?

C’è stata una recente controversia che ha coinvolto Dior e alcune accuse relative alle loro borse. 
La questione riguarda rapporti secondo cui una società cinese vendeva borse molto simili ai prodotti Dior per circa 53 €. Queste borse venivano poi presumibilmente rivendute da Dior a oltre 2000 €.
Le borse in questione erano dichiarate come “extra di fabbrica“, cioè prodotti realizzati nelle stesse fabbriche degli articoli ufficiali ma venduti tramite canali non autorizzati. Questi prodotti sono spesso considerati della stessa qualità degli articoli ufficiali, ma venduti a una frazione del prezzo. 
Tuttavia, le indagini hanno dimostrato che molte di queste affermazioni sono false e la maggior parte di questi articoli sono in realtà falsi di alta qualità piuttosto che veri extra di fabbrica.

Non sei stupido, sei un essere umano che non può riconoscere la qualità.

 

Chissà quanti mariti quest’oggi si sono sentiti dei tonti per aver regalato una borsa di Dior.
E chissà quante mogli si sono apprestate a controllare meglio la loro borsa con la speranza che non fosse falsa.
La verità è che nessuno, se non un tecnico, potrà riconoscerlo.
Il caso Dior è utile per capire alcuni aspetti che incidono nel comportamento d’acquisto e come il Brand sia il fattore che incida sulla scelta finale.

5 Lezioni di Branding che ci insegna il caso DIOR.

 
1. La qualità è un’utopia da non comunicare.

 

Si non sei stupido, sei semplicemente un essere umano che non ha la capacità di riconoscere la qualità di un prodotto/servizio a meno che non sia tu a produrlo.
Ecco perché puntare sul concetto di qualità per differenziarsi è assolutamente inutile.

 

2. Il Brand influenza la percezione sul valore.

 

Sarebbe sufficiente prendere un capo di abbigliamento qualunque di basso costo, metterci sopra il marchio DIOR e in automatico il tuo cervello percepirebbe quel prodotto con un valore superiore.
Questo in sintesi è ciò che è accaduto nel caso delle borse.

 

3. Il Brand è un facilitatore di scelta.

 

Le persone acquistano se si sentono sicure del prodotto e della proposta che hanno davanti.
Il Brand semplifica la scelta perché trasmette autorevolezza e di conseguenza diminuisce la diffidenza all’acquisto.
4. Il Posizionamento giustifica il prezzo.

 

Qualunque azienda potrebbe vendere una borsa a 2.000€?
No. Solo quelle che hanno realizzato un processo di Posizionamento di Marca corretto nel tempo. 

 

5. Un Brand giustifica gli errori.

 

Dior andrà in crisi? 
La risposta è no. Lo scandalo al momento è circoscritto al nostro territorio ma a parte questo, sono tanti i casi di aziende che in passato hanno affrontato degli scandali che non hanno intaccato le vendite ( Armani e Moncler per citarne alcune ).
Perché il Brand stimola cosi tanto il senso di appartenenza da giustificare anche eventuali errori.
Al termine di questo articolo rimane soltanto una domanda da porsi: Come si crea un Brand?
La risposta è con il Brand Positioning.
 
Se anche tu vuoi che il tuo Brand abbia la stessa forza di immagine di un Brand come Dior, richiedi un primo colloquio conoscitivo con Think Brand.
Scrivi una mail a info@thinkbrand.it
Autore: Marco Viviani

Autore: Marco Viviani

Dopo la Laurea in Comunicazione con la Tesi sui linguaggi persuasivi della televisione,
inizia il suo percorso professionale in alcune start-up, constatando al loro interno, la mancanza di un approccio metodico alla comunicazione persuasiva.

Decide cosi di approfondire i processi psicologici legati all'acquisto specializzandosi nel Brand Positioning.

Opera su tutto il territorio nazionale, uno dei suoi lavori è stato citato nell'unico libro italiano sul Posizionamento di Marca: "Zero Concorrenti".

È stato speaker e docente per eventi nazionali e per la Facoltà di Economia di Cagliari.

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