Anche tu vorresti che i tuoi prodotti si vendessero come le scarpe LIDL ?

  • Tempo di lettura 8minuti ( se preferisci ascoltare l’argomento puoi farlo nel mio podcast su spotify, itunes e spreaker)

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Ok ci sono cascato, lo ammetto.

E pure in ritardo.

All’inizio mi sono rifiutato di scrivere sull’argomento ma poi…

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– Tante persone mi han chiesto un parere in merito

– Ho visto troppe PMI sfruttare questo argomento per pubblicare post inutili nelle proprie fanpage 


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Quindi alla fine ho deciso.

Dico anch’io la mia sul successo delle scarpe LIDL.

E cosi con questo articolo ti voglio raccontare:

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1) Come sia stato costruito il successo di queste scarpe ( si perché non crederai che sia tutto un caso )

2) Cosa NON imitare del marketing delle grandi aziende

3) Cosa invece deve imitare una PMI del marketing delle grandi aziende

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Inizio dicendoti quelli che a mio avviso sono gli ingredienti di successo che hanno trasformato delle banalissime scarpe in un oggetto cult.

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DIETRO IL SUCCESSO DELLE SCARPE LIDL

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Innanzitutto è bene ricordare che nel mondo esistono i collezionisti di sneakers che per primi hanno deciso di acquistare queste scarpe.

Come sempre accade in ogni mercato, una ristretta nicchia da il via alla conoscenza di un nuovo prodotto.

Ma non basta.

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Le scarpe Lidl per la loro oggettiva incoerenza con il core business del Brand che le vende, creano una sorta di dissonanza cognitiva nel nostro cervello che non fa altro che attrarre e al tempo stesso provare una sorta di ribrezzo per il prodotto.

Un po come il concetto del “sublime” per il Romanticismo.

Siamo attratti da immagini e situazioni che al tempo stesso ci spaventano o non ci piacciono.

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Cosi accade per un paio di scarpe dai colori esageratamente sgargianti, con un logo osceno per una linea di abbigliamento oltre che incoerente.

Magari starai pensando che non sia cosi per tutti.

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Hai ragione, ma ricorda che per fare notizia devi spaccare in due il mercato.

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E le scarpe di Lidl in questo caso ci sono riuscite.

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Hanno diviso in due l’opinione pubblica, quello che ogni Brand dovrebbe fare se tale si vuole definire.

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Fan contro Haters.

Amanti contro detrattori.

Beatles o Rolling Stones.

Coppi o Bartali.

Samsun o Apple.

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LIDL SI APPELLA AL CONCETTO DI SCARSITÀ

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Le scarpe infatti non sono disponibili tutto l’anno, ma soltanto per pochi giorni e sino ad esaurimento scorte.

Tutto ciò che è scarso acquisisce automaticamente valore per il nostro cervello ( pensa come sia andato in tilt il cervello di un collezionista in una situazione del genere 😀 ) .

E Lidl non è nuova a questa tecnica della scarsità, ne riparlerò nell’ultimo punto di questo articolo.

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L’UTILIZZO DI INFLUENCER PER DETTARE LA TENDENZA

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L’Italia è stato l’ultimo Paese europeo a vendere queste “fantastiche” scarpe.

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Lidl aveva già compiuto questa operazione nei mesi precedenti con i medesimi risultati nel resto d’Europa.

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Ha coinvolto vari influencer tra cui il nostro Fedez che qualche mese fa nelle sue storie di Instagram aveva messo in bella mostra i calzini con il marchio Lidl.

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Se un tempo si usavano gli attori per influenzare il comportamento d’acquisto delle masse, oggi l’onere spetta a chi ha molti seguaci sui social.

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Questi a mio avviso sono gli elementi che hanno fatto dell’abbigliamento LIDL un fenomeno nazionale.

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Ma veniamo ora al secondo punto, quello a cui tengo tanto.

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NON CAVALCARE IL REAL TIME MARKETING.

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Imitare la comunicazione e il marketing dei BIG BRAND può essere molto pericoloso per una PMI.

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Per questo motivo ho deciso di parlare di questo argomento.

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Quando nasce un “tormentone” sui social scatta in automatico il fenomeno del “REAL TIME MARKETING”.

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Si tratta di una tecnica di comunicazione che “cavalca l’onda” del momento.

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L’argomento più discusso viene ripreso e adattato con ironia dalla maggior parte delle aziende.

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Ma siamo sicuri che una PMI debba utilizzare questa tecnica?

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In questi giorni ho visto decine di post sull’argomento.

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Aziende di piccole e medie dimensioni che hanno impegnato il loro tempo per prendere l’immagine di banali scarpe e con un programma di grafica inserirvi il proprio logo per fare il verso alle famose scarpe di Lidl.

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Risultato?

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Qualche link e una risatina, forse.

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Elementi che nel linguaggio del marketing vengono chiamati “vanity metrics”.

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Cioè metriche di valutazione dell’efficacia comunicativa inutili perché l’unica fanno leva soltanto sulla vanità e l’ego di chi li pubblica.

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Non sarebbe più sensato invece imitare di Lidl alcuni aspetti che applicati anche nella strategia di marketing di una PMI possono essere utili?

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COSA RUBARE E APPLICARE DEL MARKETING DI LIDL

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Ci sono due aspetti a mio avviso che una PMI può prendere in considerazione per la sua strategia di marketing.

 

Il coinvolgimento di persone in target con il tuo prodotto/servizio che riscuotono un discreto successo in termini di follower.

 

Micro Influencer che attraverso un intelligente coinvolgimento con la tua azienda, possono farsi portavoce e promotori del tuo Brand e dei suoi prodotti.

Personalmente mi è capitato di applicare questa strategia due anni fa con un cliente, riscontrando risultati importanti in termini di visibilità del prodotto e soprattutto interesse concreto viste le numerose richieste di informazioni che l’influencer coinvolta riceveva in merito al prodotto coinvolto.

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Il principio non è nuovo.

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Si tratta di coinvolgere un’autorità nel suo campo per rendere autorevole il tuo prodotto.

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E veniamo all’ultimo punto.

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Sino a qualche anno fa ( le ultime sono meno spinte ) Lidl faceva delle pubblicità che sono diventate anche dei meme in rete.

Si trattava infatti di pubblicità che andavano in onda nei principali canali nazionali che:

– duravano soltanto un giorno

– riguardavano offerte che sarebbero scadute il giorno dopo

– i prodotti avevano dei costi cosi bassi in promozione che non potevi rifiutare

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Se non conosci il marketing questo tipo di pubblicità ti può sembrare sciocca e inutile.

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In realtà è una tecnica estremamente efficace.

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Anche qui Lidl utilizza il principio di scarsità.

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La promozione infatti scade il giorno dopo.

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In questo modo cerca di far percepire la promozione come un’opportunità da non perdere.

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Ma non solo.

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Lidl conosce bene la tecnica del “prodotto di front-end”.

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Entrare in contatto con il potenziale cliente grazie ad un prodotto a basso prezzo che non comporta alcun rischio per l’acquirente.

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L’obiettivo è quello di “mettere il piede dentro casa” per poi proporre il resto dei prodotti.

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D’altronde una volta entrati in un supermercato difficilmente compriamo soltanto il prodotto in offerta.

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I nostri sensi sono cosi bombardati dai vari input d’acquisto che si finisce sempre con il comprare altre cose.

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Questa è una tecnica che anche tu imprenditore di PMI puoi applicare nel tuo marketing.

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Pensa ad un prodotto/servizio di front-end che puoi proporre a costi bassissimi in relazione con altri tuoi prodotti.

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Potrebbe essere un check consulenziale, una guida che aiuta l’imprenditore a prendere coscienza di alcune criticità aziendali, oppure un capo di abbigliamento complementare ad altri ben più costosi.

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Quello che devi comprendere è che mediante questa tecnica le persone saranno meno dubbiose nell’acquistare da te.

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E una volta effettuato il primo acquisto le probabilità di un successivo acquisto sono molto alte, ovviamente dipenderà anche dalla tua capacità di porti nei confronti del cliente.

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RIASSUMENDO.

 

– Non seguire il filone del Real Time Marketing semplicemente per il gusto di prendere qualche like.

– Comunica sempre il tuo elemento differenziante, ciò che ti rende unico rispetto alla concorrenza

– Coinvolgi nella tua comunicazione delle persone che hanno un seguito in target con il tuo prodotto/servizio

– Utilizza la leva della scarsità nella tue promozioni

– Studia un prodotto di front-end per aumentare le probabilità del primo acquisto

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Mi fa piacere se sia arrivato sino a questo punto.

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Ti chiedo di condividere con i tuoi contatti questo articolo ( ovviamente se lo ritieni valido ) e lascia il tuo commento in basso ( GRAZIE ) 🙂

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Ogni confronto educato è sempre un’occasione di crescita per entrambi.

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E ricorda che se vuoi battere la concorrenza devi ragionare come un Brand 😉

#thinkbrand

2 risposte

    1. Grazie Barbara, è sempre opportuno saper spiegare i fenomeni che riguardano i grandi Brand per scoprire quali siano i meccanismi
      che vi si celano in modo da poterli applicare nella propria piccola realtà.

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